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Compelle intrare (Lc 14,23)
Carissimi, sentiamoci sempre e fortemente uniti al
Signore Nostro Gesù. Camminiamo con Lui e lottiamo contro le seduzioni
del maligno e presentiamoci con fiducia davanti alla Sua misericordia
infinita. Aiutiamoci tutti ad entrare presso il santuario della Divina
presenza. Cresciamo come comunità nella dimensione missionaria per costringere
tutti ad entrare nel cuore misericordioso del Padre. Come cristiani
dobbiamo nutrire e coltivare il desiderio che altri possano conoscere
quello che noi abbiamo udito e visto. Costringili ad entrare, dice il
Padrone al servo, dinanzi al rifiuto degli invitati che non accettano
di entrare. La nostra non deve mai essere una azione violenta che non
tiene conto della coscienza dell' altro e della sua libertà, ma il trionfo
dell'amore che si prende cura della sorte dell' altro.
I cristiani sono testimoni che vivono la realtà nuova del Vangelo e
lasciano tutto per seguire il Vangelo che è Gesù Cristo Signore della
vita. Il cristiano non accetta compromessi, sa che non può legare il
suo cuore a nessuna cosa e a nessun altro che non sia solo il Cristo.
Il mio pensiero va alla Domenica e soprattutto alla celebrazione Eucaristica
che molti cristiani tralasciano anche per cose futili e di poco conto.
C'è un banchetto pronto e gli invitati non vengono. Perché? Perché preferiscono
il lavoro nel Giorno del Signore; accumulare, poltrire, viaggiare, fare
i loro interessi nel giorno del Signore, nel giorno che il Signore ha
destinato a sé e ai suoi figli. Il mio cuore è pieno di amarezza quando
vedo alcuni cristiani che passeggiano in piazza anziché entrare al banchetto,
o che stanno appollaiati sulle panchine a fumare, sghignazzare, o peggio
alcuni che si dilettano in linguaggi volgari e poco decorosi, quando
dentro si consuma il sacrificio dell'amore. Spingeteli ad entrare. Solo
l'amore di Gesù e del Padre ci spinge. Solo la coerenza e la freschezza
della nostra risposta generosa a Dio può spingere altri ad entrare nell'amplesso
di fuoco trasformante dell'amore di Dio. Allora cosa dobbiamo fare?
Le braccia di Dio sono sempre aperte per donare amore. Il nostro compito
è solo quello di invitare umilmente, delicatamente e amorevolmente costringere
l'altro a gettarsi tra quelle Braccia.
Il vostro parroco
Don Raimondo
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