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CON MARIA: “IN COMUNIONE” PER LA STESSA MISSIONE
Con la Solennità di Cristo Re si chiude per
la Chiesa l’Anno Liturgico.
Domenica 29 , Prima Domenica di Avvento, avrà inizio un Nuovo
Anno Liturgico. L’Avvento, come la primavera per la natura,
colora di nuovo la vita del credente.
E’ un tempo opportuno per rileggere la nostra storia e intravedere
“nuovi germogli”, sentire nostalgia di qualcosa che possa
togliere pesantezza alla nostra esistenza. E’ un tempo propizio
perché “sbocci” qualcosa di straordinario, come dal tronco
di Davide.
Siamo sollecitati, in quanto cristiani, a metterci alla scuola
di Gesu’ Maestro, che ci esorta a risvegliare la nostra fede
e a far emergere le energie assopite dentro di noi.
L’itinerario liturgico (ciclo A, accompagnati dall’Evangelista
Luca)) ci conduce a porre a centro della nostra attenzione
la persona di Gesu’, come l’Atteso dell’umanità, e la sua “proposta”.
Ci guidano in questo cammino di Avvento la Vergine Maria, la Madre,
(bella coincidenza: Anno Liturgico e la Novena dall’Immacolata!)
e Giovanni Battista, che lo precede, annunciandolo e indicandolo
al mondo.
Gesu’ è il “protagonista” del nostro cammino di fede: “Non
voi avete scelto Me, ma Io ho scelto voi”; Lui dobbiamo seguire,
con Lui “insieme” dobbiamo ascoltare. Maria Immacolata
è il modello di ogni esistenza umana e cristiana pienamente realizzata.
Docile alla proposta e all’invito di Dio, è Lei che continua a
portare al mondo Gesu’.
Si sente spesso ripetere “ !”. Vivere è cambiare.
Il cammino della vita è una continua esperienza di “conversione”,
di cambiamento interiore per seguire la rotta indicataci da Gesu’,
per trasformare noi stessi, meglio per “lasciarci trasformare”
dallo Spirito di Gesu’. Seguendo Gesu’, impareremo a condividerne
la vita e la missione: “Padre, che siano una cosa sola, perché
il mondo creda!” (cfr. Gv 17,21). La sua continua “venuta” nella
nostra vita, è un perenne arricchirci della sua “esperienza di
comunione” all’interno della vita trinitaria.
L’Unità Pastorale “Mater ecclesiae”, che stiamo avviando,
in questo Nuovo Anno Liturgico, vuole essere uno strumento per
sperimentare meglio la comunione evangelica che Gesu’ ci ha lasciato
come “Testamento”; deve essere intesa come educazione
a dilatare il cuore a “spazi di comunione” tra le nostre
due parrocchie con una formazione adeguata e graduale per meglio
servire il territorio con una collaborazione organica.
Il nostro Vescovo ci ricorda nella Lettera Pastorale 2009/10 che
dopo la lavanda dei piedi, Gesu’ spiega ai suoi discepoli il gesto,
dicendo che il mondo li avrebbe riconosciuti non attraverso
le cose che avrebbero fatto, ma da “come” si sarebbero amati (cfr
Gv 13,34-35).
Il cammino diocesano unisce “Comunione e Missione” in
una logica consequenziale, imparando la pedagogia che Gesu’ usa
con i suoi discepoli: prima li chiama perché stiano con Lui (comunione)
e poi li manda (missione). Se si rafforzano vincoli di comunione
autentica con Dio e tra noi, saremo pronti ad affrontare la missione.
La missione della e nella Chiesa non è opera di “navigatori solitari”
(Giovanni Paolo II).
L’apostolo Paolo ci esorta: “Fatevi imitatori di Dio, quali
figli carissimi e camminate nella carità, nel modo che anche Cristo
vi ha amato e ha dato sé stesso per noi” (Ef 5,1-2). Maria,
Madre di Cristo e della Chiesa, accompagni i primi passi del nostro
cammino di formazione alla comunione “estesa” e ci insegni a fare
quello che Lui “oggi” ci chiede (cfr. Gv 2,5).
Con Maria: buon cammino di Avvento, carico dell’ottimismo di Dio.
I Vostri parroci Don Giuseppe e Don Raimondo
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