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Voi siete tutti fratelli (Mt 23,8)
Carissimi fratelli e sorelle, parrocchiani
tutti, lo Spirito che parla alla Chiesa ci guida per i sentieri
del tempo e ci conduce ad un approdo di pace, di giustizia e di
amore, e ci invita ad aprirci a una visione più ampia di parrocchia,
per essere presenza rispondente alle esigenze del territorio uscendo
da logiche di chiusura particolistiche, per favorire lo spirito
di comunione, per acquisire la consapevolezza che è finito il
tempo della parrocchia autosufficiente.
Ci sforzeremo quest'anno e per l'avvenire di
vivere una pastorale d'insieme, per abitare in modo diverso il
territorio. Il cammino dell'unità in atto deve essere un modo
di superare l'incapacità di tante parrocchie ad attuare da sole
la loro proposta pastorale. La nostra pastorale sarà integrata,
missionaria e di comunione. La Chiesa non si realizza se non nell'unità
della missione. Questa unità deve farsi visibile anche in una
pastorale comune. Pertanto dobbiamo realizzare gesti di visibile
unità.
Quest'anno ci troveremo tutti in missione,
saremo tutti mandati per realizzare la comunione visibile di coloro
che credono essere tutti fratelli chiamati alla corresponsabilità
del vangelo e della sua comunicazione. Si! Noi siamo tutti fratelli
che vogliono fuggire dalle logiche dell'apparire, dalla brama
di potere, dal cercare i primi posti. Siamo fratelli servitori
del Padre e dei più piccoli della terra. Siamo chiamati a collaborare
con il Vangelo che vuole che diventiamo tutti figli del Padre,
la sola famiglia del Padre, fratelli che si amino.
Il nostro cuore di sacerdoti vuole donarvi
una bella parola che noi dobbiamo realizzare, la parola è fraternità.
Si sente dovunque il bisogno di fraternità. Ecco una bella occasione!
Non ignorate la fraternità, non rifiutate la fraternità, non calpestate
la fraternità, non umiliate la fraternità, non peccate contro
la fraternità. Siamo fratelli che, come progetto pastorale voluto
dal Signore, devono amarsi. Nessuno sia estraneo all'altro. Ognuno
abbia la preoccupazione del fratello. Ognuno consideri il fratello
superiore a se stesso. E' meglio vivere con i fratelli con i difetti
che da soli troppo perfetti. Non chiudete la porta alla relazione
fraterna. No alla lotta tra fratelli e si alla comunione piena.
Lo Spirito dilati il nostro cuore per accogliere
tutti, perché ci sia sempre un posto per qualcuno. Ci dia occhi
puliti per accorgerci che siamo fratelli che si appartengono,
perché siamo di Cristo, formiamo il Suo Corpo, mangiamo il suo
Corpo, beviamo il suo Sangue. Nelle nostre vene scorre il suo
Sangue e in lui siamo tutti fratelli di sangue, e quindi, figli
del Padre. Dio è amore, pertanto «Tutto si faccia nella carità»
(1 Cor 16,14). La fraternità per il cristiano è un comandamento.
Allora, buon Comandamento a tutti.
I vostri parroci. I vostri parroci.
Don Giuseppe e Don Raimondo
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