La chiesa ha pianta longitudinale ad unica navata che termina in abside circolare a cui si accede tramite esonartece a doppia colonna sorreggente la cantoria. Il soffitto, in legno con superfice piana , mostra antichi dipinti.
L'abside invece è coperta da una volta in gesso.
Al piano terra , sul lato orientale , si trovano attualmente i locali parrocchiali, sembra però che in passato vi si trovasse il camposanto. Ciò si evince da un documento datato 1728 con cui si autorizzava lo svolgimento di processioni solenni durante le feste dedicate alla Madonna e in occasione del primo giorno di settembre secondo un percorso "pro restrictum sive Cimiterium".
Al primo piano si trova la canonica, al di sotto della chiesa si trova invece parzialmente interrata, la cripta.
Numerosi sono stati gli interventi di manutenzione e restauro subiti dalla chiesa nel corso dei secoli. Il primo risale alla prima metà dell'ottocento e consistette nella riconfigurazione dell'interno su moduli neoclassici.
L'originario apparato decorativo venne completamente cancellato e reintonacati gli affreschi esistenti nella zona presbiteriale. Venne completato il dipinto del soffitto ligneo raffigurante l'assunzione della Vergine.
Una pesante trasformazione ha subito, in epoca fascista, il
prospetto principale della chiesa.
La facciata è stata per metà ricoperta con intonaci. L'originario alloggio campanario è stato demolito e sostituito da una nuova cella con nicchie
laterali.
Nel 1970 venne costruita la casa canonica. Nello stesso anno il parroco Luigi Sferrazza fece smontare gli altari laterali, eliminare l'organo a canne della cantoria, rifare la pavimentazione e rimodificare il prospetto principale.
Nel 1989 in un nuovo intervento di ristrutturazione che ha interessato il prospetto principale è stata riportata alla luce l'originaria partitura in pietra.
Nel 1997 un delicato intervento di restauro, diretto dalla sezione storico artistica della Soprintendenza di Agrigento ha riportato alla luce gli affreschi del presbiterio, dietro l'arco trionfale e le pregiate pitture del soffitto ligneo,entrambi risalenti al seicento. I lavori di restauro del soffitto, eseguiti con tecniche speciali, non hanno dannneggiato il dipinto superiore che oggi si trova esposto in una sala della cripta. Ciò è stato possibile poichè i due dipinti risultavono divisi da un leggero strato di calce che, secondo quanto si narra, è stato applicato intorno alla fine del seicento, quando Aragona fu colpita dalla peste. Per combattere la malattia pare si usasse disinfestare coprendo di calce le superfici che venivano poi ridipinte con vernici ed affreschi.
Nel 2005, i lavori di ristrutturazione fatti eseguire dall'attuale
parroco, Don Raimondo Sorintano,hanno interessato il presbiterio che è stato ripavimentato e reso più ampio dalla rimozione della recinzione in marmo che lo divideva dallo spazio della Chiesa, Sono stati sostituiti il fonte battesimale e l'antico altare settecentesco, oggi riportato all'originaria posizione. E' stata chiusa la porta più vicina al presbiterio, che si apriva sui locali parrocchiali, e sulla parete realizzata è stata ricavata una piccola nicchia chiusa da uno sportello in cui vengono conservati gli oli santi.
IL 10 luglio di quest'anno hanno avuto inizio i lavori per la realizzazione di ulteriori interventi di rinnovamento liturgico.