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OMELIE
17 Maggio 2009 –VI Domenica di Pasqua
At 10,25-26; Gv 4,7-10; Gv 15,9-17
Il Comandamento dell'Amore
Dio è Spirito, Dio è Luce, Dio è amore.
Si! Dio è Amore! Dio è colui che ci ha amato per primo donandoci
il suo Unigenito Figlio per mezzo del quale abbiamo ricevuto la
vita. Dio è amore! E il suo Spirito che è dentro di noi ci invita
ad amarci gli uni gli altri come lui ci ha amati, fino a dare
la vita per i fratelli. Dio è amore. Questa è l´essenza di Dio.
È la sua vita. Il suo modo proprio di essere.
Dio è amore, quindi amore infinito ed eterno che non fa preferenze
di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a
qualunque nazione appartenga. Ogni uomo gli è gradito, da qualsiasi
nazione provenga, purché come Cornelio sia timorato di Dio e pratichi
la giustizia. Dice oggi Gesù: «Come il Padre ha amato me,
anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete
i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato
i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto
queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia
piena».
L´amore di Dio è perfetto, totale: tutto ciò
che è amore in senso pieno si trova in Dio. Allora, Dio è amore,
vuol dire che l´amore è Dio. È una sublime rivelazione, sia del
mistero divino sia della realtà dell´amore, davanti alla quale
il nostro animo resta meravigliato e intimamente estasiato. Assaporiamo
quest´amore divino, perché solo in quest´amore sta la pienezza
della nostra vita e della nostra felicità. Lì c´è tutto e tutto
proviene da lì. È un amore che possiamo conoscere e sperimentare.
Tutti possiamo conoscere e sperimentare l´attività amorosa di
Dio. Se Dio è amore, la conseguenza immediata e palese è che l´amore
ha origine da Dio. Lui è la sorgente prima e purissima dell´amore.
Al centro di quest´amore ci siamo noi, i figli di Dio, il cristiano
generato da Dio, colui che ama con lo stesso amore di suo Padre
e vive in rapporto di conoscenza profonda con Dio.
Ogni forma di amore è possibile solo se attinge
da questa sorgente. Se siamo diventati figli di Dio, se ci amiamo
reciprocamente, lo dobbiamo unicamente all'more del Padre per
noi. Dio è la fonte primordiale sia dell´amore fraterno, che cerchiamo
di praticare tra di noi, sia dell´amore che ci è stato rivelato
in Cristo. Il Dio amore si è manifestato in pienezza nell´invio
del Figlio, in forza del quale siamo passati dalla morte alla
vita e siamo stati redenti dai peccati. Lui è l´Agnello sacrificale,
è la riparazione per i nostri peccati: Lui, il Figlio per mezzo
del quale noi viviamo, l´Unigenito, l´unico Figlio che il Padre
possiede, che ha generato e ricolmato del suo Spirito, espressione
massima del suo amore. Fuori di Gesù, il Figlio di Dio fatto carne,
che distrugge i muri di separazione, le barriere tra uomo e uomo,
tra nazione e nazione, l´uomo non può capire l´amore di Dio nel
suo senso più pieno e toccante. Inoltre non siamo stati noi per
primi ad amare Dio, ma Dio ha amato noi. Quindi il suo amore è
per noi. L´amore l´abbiamo ricevuto. L´uomo, di per se stesso,
è incapace di amare, come è incapace di esistere, di vivere, di
agire. L´amore è una realtà divina, non umana; se esso è presente
sulla terra, ciò si deve solamente alla divina disponibilità che
ha voluto rendere partecipi del suo amore le creature umane. L´amore
è un dono di Dio, come tutto del resto! L´amore viene dall´alto.
L´uomo possiede solo la capacità di accoglierlo, non di produrlo
a suo piacimento. Se afferriamo questo dato primario, ci rendiamo
conto che all´inizio di tutto sta l´atteggiamento povero dell´accoglienza,
dell´apertura del cuore, in modo che l´amore scenda in noi, ci
purifichi dai nostri peccati, ci guarisce dalle innumerevoli ferite
del non amore, ci ricolma di libertà e di gioia. Allora, una volta
rinnovati nell´amore, siamo resi idonei ad amare, capaci di donare
amore e comunicare amore ai fratelli. Si richiede a noi un atteggiamento
di disponibilità per scoprire Dio e poterlo conoscere pienamente.
Tale atteggiamento di disponibilità esige da una parte l´accoglienza
della fede, dall´altra ci spinge a confessare e testimoniare che
Gesù è il Figlio di Dio. Il nostro cuore deve essere
aperto all´effusione dell´amore, e nella misura in cui pratichiamo
l´amore ci inoltriamo sempre più nella conoscenza del Dio Amore.
L´amore ha una dimensione comunionale. Non siamo
soli, viviamo insieme agli altri con i quali ci esercitiamo nell´amore
reciproco. Ed ecco l´esortazione: amatevi gli uni gli altri.
La comunità, nell´esercizio dell´amore, diventa la dimora reale
di Dio, quel Dio invisibile manifestatosi in Cristo. Noi siamo
l´assemblea profondamente unita in Cristo e tra di noi nel medesimo
Spirito Amore. Lasciamoci penetrare, avvolgere, plasmare dalla
bellezza dell´amore divino, perché il nostro amore non resti chiuso,
ma si effonda, venga comunicato, esploda in tutte le situazioni
dell´umana esistenza. L´amore è la via, è la forma più alta di
conoscenza. Nell´amore si conosce Dio. L´amore reciproco da una
parte sgorga e consegue dall´amore di Dio per noi, perché dobbiamo
amarci nella misura in cui Dio amò noi, dall´altra diventa segno
dell´inabitazione di Dio in noi: se ci amiamo gli uni gli altri,
Dio dimora in noi. Non può esistere un amore perfetto di Dio verso
di noi e di noi verso Dio, se esso non sboccia e non si consuma
nell´amore fraterno. D´altro canto non è possibile che si diffonda
l´amore comunitario, se esso non attinge alla fonte di ogni amore
che è Dio. Non c´è amore senza Dio e non c´è Dio senza amore.
Ma abbiamo un altro segno della dimora di Dio, un segno trascendente:
lo Spirito dato a noi; un dono che viene continuamente effuso.
Mentre l´amore fraterno esprime una testimonianza piuttosto esteriore
e sensibile, lo Spirito di Dio possiede il carattere di testimonianza
interiore e spirituale.
I due segni, quello visibile dell´unione fraterna
e quello interiore dello Spirito di Dio, si integrano per formare
insieme la sicura consapevolezza della dimora di Dio in noi. Una
condizione è richiesta per consolidare la dimora di Dio: la fede
convinta e vissuta nell´amore. Se i segni mostrano che Dio dimora
in noi, la fede ne è il presupposto indispensabile, la predisposizione
che ne permette l´attuazione. Noi siamo quelli che hanno fatto
esperienza dell´amore di Dio. E per questo motivo siamo resi idonei
a vedere e testimoniare che Gesù è il Figlio di Dio, Salvatore
del mondo. L´amore di Dio permane nel nostro animo, nella misura
in cui la fede persiste. L´amore di Dio si irrobustisce in proporzione
all´approfondimento e al consolidamento della fede. Di conseguenza
cresciamo nella fiducia che non ammette ombre o tentennamenti.
Anzi, ci offre una interiore serenità, ardimento e sicurezza,
non basati sulla forza umana, ma sull´amore che Dio ha mostrato
inviando il suo Figlio sulla terra. Se abbiamo conosciuto la profondità,
l´immensità, l´incommensurabilità di questo amore, come possiamo
dubitare di esso o temere il giudizio? Se ci siamo lasciati avvolgere
e plasmare da esso, così da esserne ricolmati e rigenerati, come
possiamo mettere in dubbio la sua efficacia e pensare di non aver
parte con esso? Chi non si è separato da esso, né ha seguito la
menzogna, come può sentirsi turbato o smarrito? Non permettiamo
che potenze contrarie scalfiscano o suscitino diffidenza nell´amore
di Dio. Non siamo apprensivi, perché nell´amore non c´è apprensione,
ma cresciamo nell´abbandono e nel coraggio confidente.
Il contrario della fiducia è precisamente la paura ansiosa di
Dio, paura che viene scacciata dalla presenza del Suo amore perfetto.
Solo chi ama e chi si sente amato può vivere senza sgomento. Al
di fuori del raggio dell´amore, riaffiora sempre il panico, la
morte, la sofferenza, l´insuccesso. L´uomo privo dell´amore, vive
sotto questo giogo opprimente. Solo l´amore dona fiducia e sicurezza,
fa vivere sereni, gioiosi, veramente liberi. «Questo è il
mio comando che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.
Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri
amici. Voi siete miei amici se fate ciò che vi comando».
Viviamo nel mondo come Gesù, il Figlio amato dal Padre, docili
alla sua volontà viviamo la vita nell´amore pieno, in grande serenità
e libertà interiore, senza mai più affanno, oppressione.
Tu sei figlio che ha conosciuto e sperimentato l´amore infinito
del Padre? Allora non porre più alcun dubbio a questo amore, ma
in esso abbandonati e vivi felice. Però ama il fratello. Il fratello
ai tuoi occhi sia sempre più amabile, anche se conosci i suoi
difetti, le sue imperfezioni, il suo carattere. Ama l´altro che
si è fatto vicino a te e che appare in tutta la sua realtà più
vera. Ama l´impuro, lo straniero, perché anche tu sei impuro,
anche tu sei ospite. Tutti siamo fratelli in umanità, malgrado
le barriere razziali, culturali o religiose. L´amore non ammette
discriminazioni. Amalo con la sua debolezza, con il suo limite.
Ama colui che con te è membro dell´umana debolezza. Amalo come
tu sei amato da Cristo e dal Padre, non a parole, ma in modo concreto,
reale, determinato e significativo. Ama il suo volto povero da
cui traspare e si riproducono i lineamenti del Figlio di Dio crocifisso,
abbandonato da tutti, rifiutato da tutti. Ama il fratello che
siede con te alla medesima mensa, un fratello non facilmente amabile
e non conforme sempre ai tuoi gusti.
Abbiamo la necessità di ricuperare il senso vero dell´amore capace
di guarire le ferite e di ridare gioia e libertà di vivere, capace
di riempire il vuoto del non amore e ridare all´uomo l´energia
di sentire la gioia di essere amato e di amare. La gioia è il
colore dell´amore, che vive nella reciprocità: gioisce chi ama
ed è amato. «Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi
e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro
frutto rimanga». Il Signore si è legato a noi perché ci ama.
Non siamo stati chiamati per essere servi, ma amici di Dio, uniti
a lui nell´unico amore. Tutti dobbiamo andare verso la pienezza
dell´amore del Padre, amando i fratelli fino a porre la nostra
vita a loro servizio. Tutti dobbiamo portare il suo amore a tutti
i fratelli. Questa è la missione della Chiesa: essere comunità
riconciliata nell´amore e prolungamento dell´amore che salva il
mondo.
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