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OMELIE
5 Aprile 2009 –Domenica delle Palme
Ti contemplo crocifisso
Is 50,4-7; Fil 2,6-11; Mc 14,1 -15,47
Signore Gesù, tu che sei venuto a istaurare il Regno del Padre tuo sulla terra, nel cuore degli uomini, attraverso la stoltezza della Croce, potenza per coloro che credono, insipienza per quelli che rifiutano il tuo dolce messaggio d’amore.
Sei venuto a realizzare il progetto d’amore del Padre e a vincere la durezza del nostro cuore che ancora oggi stenta ad accogliere il messaggio del vangelo.
La tua ora è giunta e ti consegni per amore nelle mani dei poteri di questo mondo stolto, per liberare i tuoi fratelli dalle grinfie della morte e del peccato. La tua Passione è davanti ai nostri occhi increduli, e tanti nemici della croce sono lì ad assistere imprecando.
Tu non ti opponi al loro flagello. Non rispondi, non attacchi, non inviti alla violenza anche quando urleranno contro di te, Innocente: Crocifiggilo! Che mistero di bontà la tua vita e i miei occhi grondano lacrime amare, contemplando l’intensità del tuo amore crocifisso.
Gesù tu sei la nostra Pasqua, l’Agnello immolato per la nostra salvezza. I nemici si sono impadroniti con l’inganno della tua vita e ne hanno fatto quello che ne hanno voluto. Tu sei dono d’amore assoluto, tu sei l’opera buona del Padre.
Aiutami a camminare dietro di te, ad adorare il tuo nome, a mangiare il tuo Pane e a diventare pane per i fratelli. Aiutami a togliere il lievito vecchio e ad essere pasta nuova, perché sono azzimo.
Ti ridurranno all’impotenza e non avranno nessun riguardo. Ma il tuo corpo travagliato dalla passione sprigiona una forza che atterrisce anche i più duri di cuore: esce da te una potenza di misericordia da far mettere in ginocchio. Sarai uno sconfitto, uno dei tanti, della catena debole della storia umana, ma coloro che credono gusteranno quanto è buono il Signore, quanto è giusto il Signore misericordioso e potente, che capovolge le fila del mondo, anche le situazioni più nere, in bene.
Rinnovami con il tuo Spirito. Vinci la mia durezza e sordità di cuore per riconoscere in te, il Signore, il Messia liberatore; per riconoscere in te, povero Gesù, in Croce, il Figlio del Padre, non a parole ma coi fatti, col dono di me stesso e a far sentire il tuo profumo nella casa, nella Chiesa. Il tuo Corpo spezzato sulla croce effonde il profumo del tuo Spirito che riempirà tutta la casa dell’uomo.
Rendimi umile perché anche io possa con la mia fede in te, povero Gesù in Croce, profumare di Spirito Santo e non puzzare di peccato e di morte. Dono la mia vita a te, Gesù povero in Croce, perché sia profumo che si effonde per i fratelli. Non perdo nulla, donandomi a te, Gesù povero in Croce, non è uno spreco la mia vita, ma seguendo te, ho guadagnato tutto. Ti seguirò, dovunque andrai, Agnello! Ascolterò la tua Parola: perché essa vale più di mille pezzi d’oro e argento. Io perdo la mia vita in Te, per ricevere da Te, in ricompensa, la tua stessa vita. Io non ho né argento né oro, ma ho Te, Gesù povero in Croce.
Voglio essere per Te, l’asinello, che tu galoppi, di cui hai bisogno per entrare in Gerusalemme, che entra con Te nella terra promessa, che entra con te nella Gerusalemme del cielo. Voglio essere l’asinello che di fida di Te che sei fedele, Gesù povero in Croce. Voglio essere l’asinello che con Te vive la dura fatica del lavoro di pescatori di uomini, la lotta per la vera libertà, la lotta contro il male e il capo di questo mondo.
Non ho paura della notte, perché tu sei con me. Tu sei il sole che brilla anche in un luogo oscuro. Tu sei la mia gloria, Gesù povero in Croce. Io credo in Te, Maestro, che mi inviti alla tua mensa, donandomi il tuo Pane, perché io impari a consegnarmi a Te come pane d’amore.
Voglio essere l’asinello che tu usi, perchè quando sono guidato da te: sono felice! E quando tu scendi da me, condotto da Te, che sei avanti a me e mi lascio portare da Te dalla corda dell’amore: sono felice!
Liberami dal tradimento e dall’infedeltà. E se mi capitasse, ahime! O mi ricapitasse di essere traditore e infedele, di vivere questa altalena di infedeltà e tradimento, aiutami, Gesù povero in Croce, a non dimenticare il tuo amore fedele e a ripartire nuovamente dalla fiducia in Te; a non dimenticare quanto mi hai amato; ad attendere la tua venuta senza lamentarmi, Maestro, che mi associ al tuo mistero d’amore donato, per rimanere per sempre con Te.
O Gesù povero in Croce, che mi ridai fiducia, perdonami per tutte le volte che ti ho lasciato solo in questo cammino in due, sono stato debole e fragile, sono stato troppo sicuro di me stesso, e non ho fatto esclusivo affidamento alla tua fedeltà, e non ho visto più la strada, fuggendo da Te.
Ti ho lasciato solo nella lotta, non ho vegliato e pregato con Te, sono stato seduto, prigioniero della mia volontà. Ma ora mi alzo in piedi e corro da Te, Gesù povero in Croce, per consegnarmi alla tua volontà, per divenire come Te, figlio del Padre.
Sono stato lontano da Te, ma ora voglio essere dove sei tu, dove abiti Tu! Perdonami, Gesù povero in croce, perché mentre venivi torchiato e spremuto, ti ho lasciato solo, proprio quando avevi paura e angoscia. Io, proprio io, a cui tu hai fatto tanto bene, ti ho lasciato solo. Ma sento anche nel cuore, il coraggio di dirti grazie, per la lezione di abbandono e di fiducia che mi hai dato: nella tua tremenda solitudine hai posto la fiducia nel Padre.
O Maestro, ho tradito la tua amicizia confidando solo in me e nei miei attrezzi umani, il denaro e la spada, e ora sono nudo, fuggiasco da Te. Sono debole, pauroso e vigliacco perché non ho capito nulla di Te.
Ma ora so chi sei: Tu sei il Figlio di Dio, Tu sei Dio, mio povero Gesù Crocifisso! Tu sei la Luce nella notte, Gesù Crocifisso! Sei la verità che rende liberi! Sei il Tempio distrutto per amore, Gesù Crocifisso! Tu sei il giudicato, giudicante dalla Croce. Sei il misericordioso fedele.
Evvero! Tu sei un Maestro fallito, ma Risorto! Ma anche io, oggi, mi riconosco un discepolo fallito, perché non ho saputo accettare il pensiero di Dio, che è la parola della Croce, la follia della croce, ma, soprattutto, oggi, mi riconosco un discepolo amato per primo da te, gratuitamente; mi sento avvolto dal tuo amore così grande che brucia ogni mia infedeltà.
Tu sei l’Amato crocifisso per amore, che mi rinnova e mi da la forza di testimoniare questo amore. Io piango, Gesù povero in croce, perché mi sento perdonato e non giudicato per la mia grande miseria.
Non permettere, mio povero Gesù Crocifisso, che l’abbattimento freni la mia corsa, quando sopraggiungono tribolazioni e persecuzioni: aiutami a non abbandonare il campo di battaglia, a non lasciare il difficile terreno della testimonianza, a pentirmi e a convertirmi, a gustare il tuo perdono, a non avere paura della mia debolezza.
Io ti contemplo in questo giorno di Passione, ti contemplo crocifisso, i miei occhi ti contemplano nell’amore. Ti seguo, oggi, e mi incammino ancora una volta con Te, Maestro. Ti seguo ancora più da vicino, fino ad annullare le distanze da te, fino a conoscerti, con quell’amore con cui io sono conosciuto e amato, fino a consumarmi in Te, mio Gesù Povero Crocifisso: Gesù mi gioia, Gesù mia vita. Amen.
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