logo parrocchia
Chi siamo Dove siamo Orari e servizi Contatti Link Mappa Web
HOME PAGE
divisore
Parrocchia
Unità Pastorale
divisore
Parroco
Lettere
Omelie
divisore
Gruppi e attività
Consiglio Pastorale
Ministri Istituiti
Figlie della Carità
Foglio Parrocchiale
Centro d'ascolto
divisore
Foto Gallery
Eventi
Documenti
Bibbia
divisore
Forum
Guestbook
divisore
divisore

Sono gradite le segnalazioni degli errori riscontrati su questo sito.

Se doveste riconoscere un testo o immagini di vostra proprietà non esitate a contattarci per rimuoverlo o richiedere il legittimo riconoscimento.


Cerca un Santo

OMELIE

1 Marzo 2009 – I Domenica di Quaresima

Vincere le tentazioni del mondo e servire.

le tentazioni nel desertoMercoledì scorso, fratelli e sorelle, con il rito dell’imposizione delle ceneri abbiamo iniziato, grazie a Dio, un nuovo tempo di conversione che è la Quaresima.

È un tempo di grande riflessione, è il tempo in cui siamo chiamati a deciderci tutti a vivere la vita nuova in Cristo Gesù che vuole che noi cambiamo vita, che noi diventiamo realmente quello che siamo: figli di Dio. È il tempo di grazia. Ogni Quaresima che noi viviamo è un momento per rivedere la nostra vita e, soprattutto, per ripuntare il nostro sguardo su Gesù. Il tempo della Quaresima è un invito a ricommettere la nostra vita su Cristo, quel Cristo che ancora deve crescere realmente dentro le nostre membra, perché ci rendiamo conto che ancora Cristo non è profondamente conosciuto, non è profondamente amato da quelli che sono i suoi discepoli, i cristiani. Ripuntiamo lo sguardo su Cristo, senza lasciarci distrarre dalle logiche perverse del mondo, la logica del consumismo, del piacere sfrenato, della conquista, del dominio, del benessere senza Dio, dell’opportunismo. Gesù ci aiuti a vincere tutte queste logiche perverse.

La pagina del vangelo di oggi è la pagina delle tentazioni. È un brano molto breve, ci dice soltanto che “subito lo Spirito lo sospinse nel deserto dove rimase per 40 giorni per essere tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano”.

Marco non ci dice quali tentazioni dovette subire Gesù, ne parlerà più ampiamente il vangelo di Matteo, però ci dice che fu tentato da Satana. Per capire questa pagina di Vangelo dobbiamo ritornare un po’ indietro all’episodio del Battesimo di Gesù, da parte di Giovanni Battista nel fiume Giordano, quando lo Spirito sotto forma di colomba si posa su Gesù, i cieli si aprono e si ode una voce dall’alto che dice: “Questi è il Figlio mio, l’amato”. Il battesimo è come una dichiarazione d’amore da parte del Padre nei confronti del Figlio e soprattutto Gesù decide di volere portare avanti il progetto del Padre: la nostra salvezza. È la dichiarazione più bella, Gesù vuole essere nostro compagno di viaggio, vuole essere solidale con ognuno di noi, Gesù decide di percorrere il tragitto che lo porterà alla Pasqua di morte e di risurrezione. Gesù è l’Emmanuele, il Dio-con-noi, il Dio che scommette con noi, ma potrei dire anche il Dio che sta dalla nostra parte, il Dio che subisce anche il fallimento, la sconfitta, che da potente si fa niente mentre noi che siamo pieni di orgoglio e di egoismo dobbiamo diventare qualcuno; invece Gesù decide di vivere la logica del servizio. Padre da questo momento in poi voglio farti felice. Gesù chiede al Padre cosa desidera e Dio Padre dirà che vuole la salvezza dell’uomo. Gesù aderisce a questo progetto, dà il suo consenso affinché ciò avvenga, durante tutta la sua esistenza farà la volontà del Padre: riportare l’umanità a ri-guardare il Padre, a stare in contatto intimo con il Padre, a ri-conciliarsi con il Padre. Noi che eravamo lontani per mezzo di Gesù siamo di nuovo in comunione con il Padre.

Mentre riflettevo su questa pagina del Vangelo il Signore mi ha suggerito 3 esempi.Ho pensato a Gesù come se fosse un giocatore di pallacanestro che spinge noi,che siamo la palla, verso l’alto, verso il canestro che è il Padre. Ma quante volte Gesù nonostante le tue forti e potenti braccia non sei riuscito a fare canestro con noi perché siamo diventati una palla troppo pesante. Noi non siamo molto docili all’azione di Gesù, facciamo resistenza e Gesù qualche volta fallisce con noi, non riesce a farci gustare la dolcezza di Dio Padre.

Il secondo esempio è quello del pescatore. Gesù getta l’amo perché i pesci, che siamo noi, possiamo abboccare. Non sempre, però, ci lasciamo prendere: ci avviciniamo, prendiamo quello che ci serve per il sostentamento e subito scappiamo, ce ne andiamo per i fatti nostri. Allora Gesù cosa fa? Ecco il terzo esempio: Gesù è un grande tuffatore: visto che il pesce non viene a galla e non esce fuori dall’acqua sarà Gesù stesso ad immergersi nell’acqua per riprendersi ciò che gli appartiene. È l’ultimo tentativo, anche se anche nell’acqua possiamo essere come le anguille che sgusciano dalle mani del pescatore. È l’ultimo tentativo: la morte di Gesù. Gesù si tuffa nelle acque della morte per salvarci. È quello che ci dice l’Apostolo Pietro: “È morto Gesù una volta e per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurci a Dio, messo a morte nella carne, ma reso vivo nello spirito”.

Gesù farà di tutto perché l’uomo possa riscoprire la tenerezza del Padre, perché l’uomo possa riscoprirsi amato dal Padre. Scenderà negli inferi e andrà a ripescare anche quelli che non l’hanno conosciuto, ricordate le otto persone che erano rinchiuse nell’arca di Noè di cui si parlava nella prima lettura di oggi, perché tutti devono essere raggiunti dall’amore del Padre. Gesù è l’uomo disponibile, è l’uomo che si sottopone alla tentazione, vive la morte per darci la gioia di essere con il Padre. Gesù vincerà le tentazioni, rifiuterà ogni logica di oppressione e di ingiustizia e deciderà di servire fino alla fine.

Tu cosa vuoi essere un uomo, una donna di potere? Che ambizioni hai? Cosa vuoi diventare tu? Ma senza Dio dove vuoi arrivare tu? Oggi l’uomo vuole realizzarsi senza Dio, vuole essere felice senza Dio. Non ci può essere vera felicità senza Dio e l’uomo che si realizza senza Dio è disumano perché Gesù ci insegna che la massima realizzazione del credente è servire. Se non entriamo in questa logica del servizio siamo degli ipocriti che dicono di credere ma poi non credono. Tutto si gioca sul servire: servire Dio, servire la famiglia, servire la vita, servire il povere.“Subito” , cioè immediatamente, senza pensarci due volte, dice il Vangelo di Marco, indica l’urgenza della salvezza. Dio ci ama così tanto che subito comincia ad agire, noi invece siamo lenti, prendiamo tempo. Dio fa le cose subito, è l’urgenza dell’amore. Gesù si lascia sospingere, si lascia condurre dallo Spirito nel deserto.

Tu sei pieno di Spirito? Hai lo Spirito? Dov’è lo Spirito? Dove l’abbiamo nascosto? Gli abbiamo tappato la bocca, non riesce a parlare dentro di noi. Gesù è, invece, l’uomo dello Spirito, un uomo docile all’azione dello Spirito. Sono docile anch’io all’azione dello Spirito? Mi lascio portare nel deserto per vivere la vita nuova? Gesù rimane nel deserto, non scappa dal deserto perché Egli sa che deve compiere l’opera del Padre. Quante volte anche noi che non ascoltiamo lo spirito vogliamo scappare dal nostro deserto che è il luogo del combattimento, della decisione, della prova, ma anche dell’amore. Fuggirà dal deserto soltanto con la sua morte. Gesù è l’uomo che compie l’esodo per amore nostro: vuole portare a compimento, in quei quaranta giorni che poi sono la sua vita, il progetto del Padre. Gesù fu tentato, fu provato nella sua missione. Poco prima, nel Battesimo, il Padre gli aveva fatto la sua dichiarazione: “Tu sei mio figlio, l’amato”, il diavolo l’avversario di Dio cosa vuole fare? Vuole distogliere Gesù dalla sua missione di salvezza del genere umano. “Se tu sei Figlio di Dio…”, dirà nella prima tentazione; il diavolo vuole distogliere anche noi dalla nostra missione, anche noi siamo figli di Dio e vuole invece convincerci a non dire apertamente io sono figlio di Dio.

Quali sono le azioni del diavolo? Quando una persona riceve una gioia, quando in Chiesa sente una Parola che è per lei, quando una persona è piena di Spirito Santo, quando vuole vivere l’impegno della fede, allora, immediatamente, arriva Satana e con il suo squadrone di morte comincia a distoglierci dalla missione di essere figli di Dio.
Per prima cosa questo essere maligno ci insedia, poi ci assedia e alla fine ci presidia. Utilizza tutte le strategie del combattimento perché il diavolo è sempre in lotta con noi che siamo figli della luce.

Insidiare significa sedurre, ti convince che Dio è contro di te, che non è tuo Padre, che tu non sei suo figlio perché se lo fossi realmente ti toglierebbe la sofferenza, la malattia e qualsiasi altro ostacolo, affanno, preoccupazione. Allora Satana ti fa le sue proposte allettanti non legate al servizio ma alla logica del dominio, del potere.

Assediare vuol dire circondare isolandoti dal resto del mondo, ti convince non solo che tu non sei figlio di Dio ma anche che tu non sei fratello di nessuno, ti mette in uno stato di solitudine totale. Come fa un animale con la sua preda: finchè la preda sta col branco è difficile per il predatore assaltarla, solo quando è isolata, quando riesce a staccarla dal gruppo allora l’aggressore divora la preda. L’assedio del demonio è proprio questo: vuole isolarci da Dio e dai fratelli perché a lui,che è il divisore per eccellenza, non piace la fraternità. Anche i suoi angeli che gli stanno attorno non gli fanno compagnia perché egli per natura sua è un essere totalmente e follemente solo.

Presidiare significa avere totalmente il controllo sulla persona.

Non dobbiamo avere paura di queste subdole strategie di Satana, con Gesù noi siamo vincitori. In questo combattimento dobbiamo soltanto prendere “la corazza della fede e della carità e l’elmo della speranza” come ci dice l’apostolo Paolo nella Lettera ai Tessalonicesi.

Il Signore ci aiuti ad essere vittoriosi. Con Cristo possiamo vincere, bisogna fare soltanto un atto di fiducia: Signore io mi fido di Te. Tu sei stato tentato al posto mio e hai vinto, ma anch’io sono vittorioso perché ho puntato il mio sguardo su di Te.
Questo è quello che vogliamo fare in questo periodo. Vogliamo prendere una decisione per Gesù. Non aggrappiamoci alle sicurezze e le ideologie del mondo, ma lasciamoci guidare dallo Spirito di Gesù verso la vita nuova.

Gesù nel deserto stava con il diavolo, con le bestie selvatiche e con i suoi angeli che lo servivano. Le bestie sono coloro che si oppongono a Dio, sono i compagni del diavolo, sono i poteri esteriori, mentre il diavolo ci domina interiormente. Io devo decidere da che parte stare. Voglio essere una bestia, collaboratore di Satana o un angelo, un collaboratore di Dio nell’opera della salvezza? Ognuno scelga liberamente da quale parte vuole stare. Vogliamo essere collaboratori di Dio, angeli, che non sono solo esseri spirituali ma sono le persone che Dio ha messo lungo il nostro cammino e che ci hanno aiutato a vivere il nostro battesimo. Il Signore ci aiuti a trovarne tanti.

Io leggendo questa pagina di Vangelo ringraziavo il Signore perché nel corso della mia vita mi ha dato tanti angeli che mi hanno custodito, mi hanno aiutato ad essere quello che sono. Mi auguro che possiate anche voi, nel corso di questi quaranta giorni, nel corso della vostra vita, trovare tanti angeli che vi aiutino a vivere l’esperienza dell’amore di Dio che salva.

torna a Omelie

Copyright 2008 Parrocchia Madonna del Rosario privacy Condizioni d'uso