I compiti del lettore
Anzitutto la proclamazione della parola di Dio nell’assemblea liturgica. E’ questa la funzione originaria e originale del lettore, che esige particolari capacità e accorgimenti anche tecnici, ma soprattutto la consapevolezza gioiosa di essere il porta parola, il “profeta” di cui Dio si serve per suscitare, risvegliare e far vibrare la fede di quanti ascoltano.
Egli dovrà perciò avere una solida formazione biblica che gli consenta, specialmente quando è necessario,di situare la lettura.
Il lettore però è costituito anche per svolgere un compito specifico fuori del contesto liturgico, assumendosi il servizio di catechista e di educatore nella fede sia dei fanciulli come degli adulti.
Nella Chiesa del nostro tempo si evidenzia sempre più chiaramente la necessità di avere dei laici che si facciano direttamente carico e sostengano con impegno le numerose iniziative che sorgono qua e là, intorno alla parola di Dio:
comunità di ascolto, gruppi del vangelo, catechesi bibliche ecc., sia all’interno della comunità parrocchiale come pure in ambienti di vita e di lavoro. Il lettore è quindi il promotore e l’animatore di queste e di altre iniziative analoghe, rivolte all’annuncio o all’approfondimento della parola di Dio.
Per questi compiti affidatigli dalla Chiesa, il lettore dovrà avere una sua propria fisionomia spirituale e apostolica: dovrà cioè essere un testimone, un insegnante, un educatore; un innamorato della Parola di Dio, ben preparato e idoneo a orientare, formare e guidare i catechisti più giovani e meno giovani.
(i compiti dell'accolito)
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